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Do Not Track Button, come si sta evolvendo

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https protocol Do Not Track Button, come si sta evolvendo

L’amministrazione Obama e il settore dell’Industria Hi-Tech sono concordi su un Disegno di legge che tuteli il diritto alla privacy dei consumatori. Ma fino a che punto un tale pulsante funzionerebbe?

Dalle informazioni finora diffuse sembra che Do-Not-Track sarà meno efficace di quanto inizialmente pensato.

Il presidente americano ha detto:

“I consumatori americani non possono aspettare più a lungo per definire chiare regole che garantiscano sicurezza circa le loro informazioni personali online.”

il che riflette la crescente preoccupazione degli ultimi mesi sulla sicurezza e l’etica di tracciamento e memorizzazione dei dati degli utenti on-line.

La dichiarazione continuava dicendo che il 90 % delle aziende che offrono web advertising per i consumatori, tra cui Google, Yahoo!, Microsoft e AOL, avevano concordato restrizioni in grado di consentire ai web browser di segnalare ai siti web di interrompere il tracciamento sull’attività di navigazione.

Il pulsante Do-Not-Track, un header HTTP trasmesso ad ogni pagina web, potrebbe designare il browser come off-limits per la pubblicità mirata.

“È bello vedere che le aziende stianno intensificando la nostra sfida per proteggere la privacy, così i consumatori abbiano maggiore scelta e controllo sul modo con cui sono tracciati on-line”

ha detto il presidente della Federal Trade Commission  Jon Leibowitz, per quanto riguarda le modifiche proposte.

Tuttavia una lacuna nell’accordo escluderebbe i cosiddetti first party website, come Google, Yahoo!, e anche case editrici e siti commerciali come The New York Times e Amazon, dall’applicare le  restrizioni.

Dato che il consumatore si reca su quelle pagine direttamente, gli inserzionisti  sostengono che l’attivazione di “Do-Not-Track” su questi siti non farà alcuna differenza. Quello che ne consegue è che siti come DoubleClick (la rete pubblicitaria di proprietà di Google, che raccoglie i dati degli utenti su vari siti web e crea dei profili personalizzati per la pubblicità) dovrebbero smettere di raccogliere informazioni personali sulle abitudini di navigazione se gli utenti attivano la funzione “Do-Not-Track”.

In accordo ai termini del disegno di legge, gli inserzionisti online potrebbero affrontare pesanti sanzioni da parte della Federal Trade Commission in caso di inosservanza. Gli inserzionisti si riservano però il diritto di raccogliere dati anonimi per ricerche di mercato, come ad esempio le statistiche di utilizzo del sito web.

L’industria della display advertising ha generato 7,88 miliardi dollari di fatturato nel terzo trimestre del 2011. Google d’altra parte ha generato circa 40 miliardi di dollari di fatturato nel 2011 quasi esclusivamente attraverso la sua pubblicità associata alla ricerca relativa.

“Non possiamo accettare alcun affare che in realtà non difenda i consumatori ma permettere solo al data-profiling di rimanere allo status quo”

ha detto Jeffrey Chester, direttore esecutivo del Center for Digital Democracy, secondo una dichiarazione sul sito web del CDD .

Il pulsante ”Do-Not-Track”, nella sua forma attuale, permetterà ai consumatori di riottenere un certo grado di privacy online ma non all’altezza della promessa di una esperienza di navigazione veramente anonima, tutt’al più si creerà più confusione circa l’argomento della privacy online.

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